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Covid-19, Idrossiclorochina e possibile utilizzo

Covid-19, Idrossiclorochina e possibile utilizzo

Covid-19, Idrossiclorochina e possibile utilizzo

Covid-19, Idrossiclorochina e possibile utilizzo. Non ci sono certezze o dati definitivi, in attesa delle conferme dell’AIFA. Elevato rischio di cardiotossicità e interazioni con altri farmaci

Idrossiclorochina quali certezze

Covid-19, Idrossiclorochina e possibile utilizzo. L’idrossiclorochina (Plaquenil), molecola da anni utilizzata nel trattamento di malattie reumatiche autoimmuni come l’artrite e il lupus, si è dimostrata in vitro, in grado di bloccare la replicazione dell’Rna del Sars-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19. Attualmente non è possibile affermare con certezza che l’ idrossiclorochina sia utile nel trattamento del Coronavirus, anche se il suo uso ha dato qualche risultato in Francia.

Anche negli stati Uniti d’America, “Donald Trump ha manifestato entusiasmo per l’utilizzo della clorochina, ma è stato subito corretto da molti medici, per esempio cardiologi che sottolineano il rischio di aritmie mortali. Nonostante questo il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha comprato oltre 800mila dosi per una sperimentazione che comincerà presto”. In Italia l’amministratore delegato di Novartis Pasquale Frega, ha annnunciato di voler donare alla lotta globale contro il Covid 130 milioni di dosi di idrossiclorochina già utilizzata ai tempi della Sars con buoni risultati.

E’ in corso una sua sperimentazione clinica su circa 2mila pazienti, per vedere se il farmaco è in grado di bloccare il Coronavirus. Non ci sono certezze o dati definitivi, ma la strada è promettente, in attesa delle conferme dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco).

Conosciamo meglio l’idrossiclorochina

Idrossiclorochina solfato 200 mg (nome commerciale Plaquenil)

  • CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiparassitario – Antireumatico

  • INDICAZIONI TERAPEUTICHE

E’ indicata per il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva e cronica, nel lupus eritematoso discoide e disseminato e dell’artrite idiopatica giovanile (in terapia d’associazione).

 Quando non deve essere usata l’idrossiclorochina. Precauzioni per l’uso

❌ Alterazioni retiniche e del campo visivo attribuibili a composti 4-aminochinolinici, ❌ ipersensibilità al principio attivo e verso i composti 4-aminochinolinici o ad uno qualsiasi degli eccipienti, ❌ in caso di maculopatie preesistenti, ❌ le formulazioni dosate a 200 mg sono controindicate in bambini di età inferiore a 6 anni o comunque con peso inferiore a 31 kg.

Usare particolare cautela nei pazienti con insufficienza epatica o renale per i quali può essere necessario ridurre la dose, così come per coloro che assumono farmaci che agiscono su tali organi.

È necessario usare particolare cautela anche in pazienti con disturbi gastrointestinali, neurologici o ematologici; pazienti con ipersensibilità alla chinina; in caso di deficit della glucosio-6-fosfato deidrogenasi, di porfiria e di psoriasi.
Può inoltre provocare reazioni dermatologiche.

Interazioni farmacologiche

La somministrazione contemporanea di idrossiclorochina e digossina può determinare un aumento dei livelli ematici della digossina: è necessario pertanto monitorare strettamente la digossinemia nei pazienti trattati con tale combinazione di farmaci.
Poiché l’idrossiclorochina può aumentare gli effetti di un trattamento ipoglicemico è necessario diminuire le dosi di insulina o dei farmaci antidiabetici in generale.
Esiste la possibilità di interazioni con il fenilbutazone o con altri farmaci che abbiano tendenza a provocare dermatiti e con preparati notoriamente epatotossici.

Controindicazioni

Dopo trattamenti prolungati con dosi elevate di derivati chinolinici sono stati segnalati, in rari casi, disturbi del sistema nervoso periferico. È necessario pertanto attenersi alla posologia prescritta. In alcuni pazienti che hanno ricevuto dosi elevate e prolungate di derivati 4-aminochinolinici, per il trattamento dell’artrite reumatoide e del lupus eritematoso, sono state osservate lesioni irreversibili della retina, che si ritengono correlate alla dose.

Quando si prevede una terapia prolungata si deve eseguire inizialmente un esame oculistico approfondito che comprende la determinazione dell’acuità visiva, del campo visivo, della visione dei colori e l’esame del fundus. Questi esami, in seguito, devono venire ripetuti almeno una volta all’anno.

Tossicità retinica

La tossicità retinica è in gran parte in rapporto alla dose. Il rischio di danno retinico è lieve fino alla dose giornaliera di 6,5 mg/kg. Superare la dose giornaliera raccomandata aumenta decisamente il rischio di tossicità retinica.

Se si rilevano segni di alterazioni dell’acuità visiva, del campo visivo, della visione dei colori e delle zone maculari della retina – quali alterazioni del pigmento, perdita del riflesso foveale – o qualsiasi sintomo visivo che non sia completamente spiegabile con difficoltà di accomodazione od opacità corneale, si deve sospendere immediatamente il farmaco ed il paziente deve essere tenuto sotto stretta osservazione per scoprire una eventuale progressione delle alterazioni.

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Nei pazienti in terapia a lungo termine si raccomanda di verificare periodicamente i parametri dell’esame emocromocitometrico completo e di sospendere la somministrazione dell’idrossiclorochina se compaiono anomalie. Tutti i pazienti in trattamento prolungato devono essere periodicamente sottoposti ad un esame della funzionalità muscoloscheletrica e dei riflessi rotuleo ed achilleo. Qualora si manifesti astenia muscolare sospendere il farmaco.

Alterazione vista e problematiche a livello cardiaco

Si sconsiglia la guida e l’uso di macchinari, in quanto l’idrossiclorochina può influire negativamente sulla accomodazione visiva e causare annebbiamento della vista. I composti 4-aminochinolinici vengono assorbiti rapidamente e completamente dopo l’ingestione, ed in caso di sovradosaggio accidentale (più raramente in rapporto all’impiego di dosi più basse in pazienti ipersensibili) entro 30 minuti possono manifestarsi sintomi tossici consistenti in cefalea, sonnolenza, disturbi visivi, collasso cardiocircolatorio, convulsioni, ipopotassiemia e disturbi del ritmo e della conduzione compreso prolungamento dell’intervallo QT, torsioni di punta, tachicardia ventricolare e fibrillazione ventricolare, seguite da improvviso e potenzialmente fatale arresto respiratorio e cardiaco. È necessario il trattamento medico immediato poiché tali effetti possono comparire poco tempo dopo il sovradosaggio.

In caso di assunzione accidentale di una dose eccessiva del medicinale avvertire immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale

Effetti Indesiderati

Come tutti i medicinali, anche questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.

  • Patologie del sistema emolinfopoietico;
  • Disturbi del sistema immunitario;
  • Sono stati riportati casi di orticaria, angioedema e broncospasmo;
  • Patologie epatobiliari;
  • Disturbi del metabolismo e della nutrizione;
  • Anoressia;
  • L’idrossiclorochina può aggravare la porfiria;
  • Patologie gastrointestinali;
  • Disturbi psichiatrici;
  • Patologie cardiache;
  • Cefalea, capogiri, nistagmo, sordità nervosa, convulsioni e atassia;
  • Patologie dell’occhio;
  • Patologie dell’orecchio e del labirinto;
  • Vertigini, tinnito, perdita dell’udito;
  • Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo;
  • Irritabilità, nervosismo, instabilità emotiva, incubi psicosi, tendenze suicide;
  • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo.

Non utilizzare questo farmaco senza la prescrizione di un medico, è importante.

A cura del Dr. Antonio Proggi

Fonte Foglietto Illustrativo: AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)

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