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Dieta Alcalina: Legami con il cancro

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Dieta Alcalina: Legami con il cancro

Dieta Alcalina, legami con il cancro. Può una dieta alcalina combattere il cancro? Cosa dice la ricerca. Esiste un fondamento scientifico?

Dieta Alcalina, legami con il cancro. Il nostro corpo è un meccanismo molto complesso. Spesso diversi fattori, ambientali, legati all’alimentazione e anche psicologici, possono alterare un equilibrio molto importante per la nostra salute.

Dieta alcalina e acidosi. Ph ottimale del nostro organismo

Molte volte abbiamo sentito parlare di equilibrio acido-base del nostro corpo che in molti casi risulta alterato e tendente verso l’acidificazione. Il pH ottimale per il nostro organismo si aggira intorno a 7.4, ovvero un valore di pH leggermente alcalino.

Il nostro corpo accumula ogni giorno scarti metabolici e li elimina attraverso feci, urine, attraverso il respiro e il sudore. Molti di questi prodotti di scarto del metabolismo presentano un pH acido, quindi il nostro corpo prima di eliminarli deve neutralizzare la loro acidità.

Stili di vita non corretti, alimentazione sbagliata, assunzione eccessiva di zuccheri, bevande acide, grassi, proteine, nicotina, caffè, stress mentale e fisico, ridotta attività motoria, possono provocare un accumulo di sostanze acide che non riusciamo ad eliminare correttamente. Questa problematica porta ad una condizione di acidosi dannosa per la nostra salute.

Il corpo umano ovvia a tutto ciò, utilizzando dei minerali alcalinizzanti come calcio (preso dalle ossa), magnesio, ferro, manganese, potassio, rame etc. L’uso eccessivo di questi minerali per ripristinare un equilibrio acido-base, provoca una graduale perdita di sostanze, come il calcio delle ossa, riduce i livelli di minerali, fondamentali per un corretto turnover cellulare ed è causa di una riduzione delle difese immunitarie e dell’incremento del rilascio di citochine pro-infiammatorie.

In parole povere il nostro organismo in condizioni di necessità demineralizza se stesso piuttosto che acidificare il sangue, evitando conseguenze molto gravi.

La dieta alcalina può combattere il cancro? In sintesi

No, perché gli alimenti non sono in grado di modificare il pH dei tessuti, che è finemente regolato dal nostro organismo. L’idea che sia possibile combattere il cancro rendendo basico il pH dei tessuti con un intervento dietetico esterno è priva di fondamento scientifico.

I succhi gastrici necessari alla digestione sono intensamente acidi e sono quindi in grado di acidificare un alimento alcalino subito dopo che lo abbiamo ingerito e ben prima che venga assorbito. Il pH dell’organismo è pari a 7,4. Questo valore rappresenta un punto di equilibrio essenziale per la sopravvivenza, equilibrio che viene salvaguardato dai processi metabolici.

Se davvero riuscissimo ad alcalinizzare il nostro pH, andremmo in alcalosi metabolica, una situazione che si verifica in alcune malattie e che richiede un immediato intervento medico perché può essere potenzialmente mortale. Nessuna dieta da sola può curare il cancro.

Che cos’è la dieta alcalina. Dieta Alcalina, legami con il cancro

La cosiddetta dieta alcalina si basa sull’assunzione di alimenti che, secondo chi la sostiene, dovrebbero portare il pH del corpo verso l’alcalinità (il contrario dell’acidità). Secondo alcuni questa dieta avrebbe proprietà benefiche anche contro il cancro. La base teorica, per così dire, di questa credenza non scientifica è spiegata in dettaglio in questa scheda. Per capire se ci può essere qualcosa di vero in certe affermazioni, occorre partire dal termine alcalino che si riferisce a un parametro chimico. Il grado di alcalinità, indica un valore di pH superiore a 7.

Sostanze acide e basiche nella nostra vita quotidiana

Nella vita quotidiana possiamo venire in contatto con sostanze più o meno acide come il succo di limone, l’aceto e il caffè. Oppurre sostante più o meno basiche come l’ ammoniaca o la soda caustica, di cui è nota l’estrema pericolosità dovuta proprio al fatto che è estremamente basica.

I succhi gastrici che ci aiutano a digerire i cibi sono fortemente acidi (hanno un pH compreso tra 1 e 2). Contengono infatti acido cloridrico, una sostanza che è venduta, diluita e impura, con il nome di acido muriatico.

Il sangue e i tessuti sono leggermente alcalini, con lievi oscillazioni attorno al valore di pH 7,4.  L’equilibrio attorno a questo valore (con brevi escursioni fino a 7,3 o a 7,5 per qualche minuto) è cruciale per il funzionamento dell’organismo. Questo equilibrio, detto “equilibrio acido-base”, è mantenuto grazie a meccanismi automatici molto efficienti, basati sulla respirazione (che insieme all’aria espirata fa uscire dall’organismo le sostanze volatili in eccesso). In misura minore il pH del sangue è mantenuto anche dall’attività dei reni, che con le urine elimina le sostanze non volatili responsabili di un eventuale squilibrio.

Quando assumiamo una sostanza acida, come una spremuta di agrumi o un succo di pomodoro, oppure una alcalina, come un cucchiaio di bicarbonato di sodio, il corpo si mette subito in moto. Alcuni sensori avvertono lo squilibrio e attivano i meccanismi che permettono al pH del sangue di tornare al valore di 7,4. Se qualcosa non funziona, l’organismo entra in uno stato di acidosi metabolica o, al contrario, di alcalosi metabolica, che rischia di portare alla morte in breve tempo.

L’ipotetica relazione col cancro

Queste premesse sono necessarie per rispondere alla domanda cruciale. Che senso ha una dieta alcalina che punta ad alcalinizzare l’organismo dal momento che tutto il nostro metabolismo lavora per evitare che ciò accada?

Di fatto è praticamente impossibile modificare in modo sostanziale il pH dell’organismo perché siamo costruiti per impedire che ciò accada.

Si possono davvero avere benefici anticancro mangiando cibi che al di fuori dell’organismo tendono a essere basici, come alcuni frutti e alcuni legumi?

A tale scopo, la risposta è no. Qualunque cibo viene infatti rapidamente in contatto con i succhi gastrici presenti nello stomaco, che sono molto acidi. Essi ne neutralizzano l’alcalinità, rendendo l’alimento neutro o addirittura acido prima ancora di essere assimilato.

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Se anche esistesse un cibo capace di mantenere la propria alcalinità dopo aver attraversato lo stomaco, e di alterare il pH del sangue e dei tessuti, l’organismo metterebbe in funzione i sofisticati ed efficienti meccanismi automatici per riportare immediatamente il pH ai valori normali, attorno a 7,4.

In caso contrario l’organismo si troverebbe in pochi minuti in stato di alcalosi metabolica e sarebbe necessario l’intervento urgente di un’équipe medica per evitare la morte.

Cosa dice la ricerca scientifica

In una recente revisione della letteratura scientifica, ossia un’analisi degli articoli in cui gli scienziati hanno descritto i risultati delle loro ricerche, non è stata riscontrata nessuna evidenza che la dieta alcalina influenzi la formazione di un tumore o che possa curare un tumore già esistente.

Si è visto che particolari tipi di cellule tumorali coltivate in laboratorio crescono meglio in un ambiente acido. L’ambiente di laboratorio è tuttavia ben diverso dal corpo umano, il cui pH dovrebbe in teoria cambiare interamente per modificare il pH del microambiente in cui crescono le cellule tumorali.

Come abbiamo già detto, questo non è possibile. È stato accertato che la dieta o l’uso di integratori possono influenzare il pH delle urine (con un aumento di 0,2-1,2 unità), ma non il pH del sangue (che varia al massimo di 0,02 unità).

I risultati di uno studio che ha coinvolto quasi 30.000 uomini finlandesi hanno escluso che l’acidità della dieta aumenti il rischio di tumore della vescica. Non ci sono studi che dimostrino un effetto di una dieta alcalina su tumori già formati. Nel caso del tumore della vescica, non si può escludere che l’alcalinizzazione delle urine possa persino interferire con i trattamenti anti-tumorali.

Attenzione alle correlazioni

“Gli studi di correlazione possono fornire informazioni importanti, ma vanno valutati con attenzione. Nel caso della dieta, si può certamente affermare che ridurre l’apporto di carne e fritti e favorire il consumo di frutta e verdura è una mossa intelligente, perché corrisponde a ciò che noi sappiamo oggi essere la migliore dieta preventiva contro il cancro, ma ciò non ha nulla a che fare con la basicità o l’acidità degli alimenti.”

Autori: Agenzia Zoe per AIRC

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